Storia calcistica in pillole
Questo sport che appassiona milioni di persone ha un'origine antichissima. L'antenato di questa disciplina fu l'
haspartum di origine romana, gioco in cui l'obiettivo delle due squadre era portare la palla oltre la linea di fondo avversaria. Il suo erede conobbe i natali nella Firenze comunale-rinascimentale- il celebre
calcio fiorentino- mentre quello vero e proprio nacque in Inghilterra a metà del XIX secolo.
Nel
1848 vennero definite le
regole di gioco presso l'
Università di Cambridge, il passo successivo fu la creazione della prima
federazione nazionale, ovviamente sempre in terra britannica. Nel
1888 partì così il campionato di football inglese, l'attuale Premier League. Nel frattempo la disciplina si trasformò da sport d'elitè a sport per tutti, diffondendosi in tutt'Europa. Al fine di coordinare al meglio le competizioni e federazioni, nacque nel
1904 la
Fifa.
Le scuole rinomate, quelle che hanno fatto la storia di questo sport, sono state tante e differenziate. Agli albori, la scuola inglese era praticamente inarrivabile. Il primo
mondiale, denominato coppa
Rimet, venne però vinto dall'
Uruguay. E negli anni neri del totalitarismo l'
Italia fascista dello storico
Pozzo vinse ben due mondiali consecutivi, impresa che riuscì a ben pochi altri.
Nel dopoguerra si affermò la scuola
ungherese fondata sul blocco della Honved, l'esercito magiaro, che annoverava bomber
Puskas, Bozsik e Kocsis. Questo dominio, però, non venne tradotto in un successo: il mondiale del '54, infatti, venne vinto dalla
Germania proprio contro i magiari. Quattro anni dopo, venne alla ribalta il
Brasile, nazione che sarebbe diventata poi simbolo stesso dello spettacolo nel
calcio internazionale. Il futebol bailado dei vari
Pelè, Garrincha, Vavà, Rivelino (solo per citarne alcuni) incantò la platea mondiale, strappando applausi ovunque. In Portogallo, invece, esplose la stella di
Eusebio, bomber implacabile del
Benfica.
Questo predominio venne spezzato dall'unico successo dell'
Inghilterra della coppia
Best-
Charlton (
1966), il “maledetto” e il “gentleman”. Una vittoria, per altro, molto contestata: tutti ricorderanno il gol fantasma in finale. Eh sì, perchè i cosiddetti 'veleni' inficiano questo sport da molto tempo...Pochi anni prima (
1955) era nata anche la
coppa Campioni per club, oggi ribattezzata
Champions League, competizione a cui partecipavano le squadre vincitrici dei campionati nazionali di tutto il continente. Il
Real di
Di Stefano, unico giocatore della storia di grado di segnare in 5 finali continentali (vinte) diverse, spadroneggiò in lungo e in largo prima dei successi del
Milan di
Altafini (1°trionfo italiano), della grande
Inter di
Herrera e dei club inglesi. Il biennio ’68-‘70 rimarrà a lungo impresso nella mente dei tifosi italiani: su tutto il dualismo
Riva-
Rivera (primo pallone d’oro di casa nostra) che infiammò la critica, ma soprattutto l’unico alloro europeo e il mitico 4-3 inflitto ai tedeschi nella semifinale mondiale. Anche se in finale, contro i verdeoro, non ci fu storia…
Gli anni '70 inaugurano l'epoca del 'soccer' totale
olandese, una vera e propria rivoluzione. Ma questo è anche il periodo della concretezza tedesca e dell'avvento dell'Argentina. A livello di club emergono l'
Ajax, il
Bayern Monaco e il
Liverpool. I vari
Cruijff, Neeskens, Muller,
Beckenbauer furono i protagonisti assoluti di questo decennio di svolta. Si arriva così al magico
'82, al mundialito di
Paolo Rossi e
Bearzot che ci ricollocò sulla vetta del mondo. Ma gli anni '80 sono soprattutto gli anni di
Maradona, il talento più puro mai apparso sulla faccia della terra, e di
Platini. Il numero 10 argentino, tra giocate d'autore ed altre più discusse (la mano di Dios) fece sognare e gioire una città (
Napoli) e una nazione (
Argentina) intera. Nella nostra
serie A affiorano i primi casi di calcio scommesse- un male che sarà molto difficile da estirpare- le retrocessioni storiche a tavolino in
serie B e il clamoroso (e probabilmente irripetibile) successo del
Verona.
A cavallo con gli anni '90 emerse il
Milan olandese di Berlusconi e
Sacchi, che rivoluzionò il modo di fare e pensare 'football' conquistando l'Europa e il mondo. L'Italia vide poi nascere la stella di
Roby Baggio, il divin codino che ci trascinò con le sue invenzioni alla maledetta finale -e alle lacrime- di Pasadena. La maledizione rigori ha colpito la nostra nazionale in tutte le manifestazioni importanti, privandoci della gioia più grande, fino al favoloso trionfo del
2006 targato
Marcello Lippi. Il tecnico toscano, coadiuvato da un gruppo fantastico, ha fatto impazzire di felicità l’Italia intera. E negli occhi di tutti rimarrà la testata di Zidane al petto di
Materazzi…
Negli ultimi anni tutto
è cambiato, il numero di partite è lievitato, ergo nessun club è riuscito più a imporre il suo dominio come in passato. Si sono succedute così sulla cima d’Europa le nostre Milan e
Juve, ma anche grandissimi club stranieri come
Real,
Manchester,
Liverpool,
Barcellona,
Porto, ecc...Tra i tanti talenti venuti alla ribalta, la stella indiscussa di inizio millennio è
Ronaldo, centravanti inventore del doppio passo ma dalle ginocchia fragili. Ma il vero protagonista è il
denaro: mai come in questo periodo si son visti trasferimenti faraonici in sede di
calcio mercato come quello record di Zidane, passato dal Real alla Juve per un centinaio di miliardi...e il primato potrebbe cadere...
Il nostro campionato, invece, ha conosciuto l'ignominia dei crack finanziari di Parmalat e Cirio e lo scandalo di
Calciopoli che ne ha minato le fondamenta stesse. Poi la rinascita (anche se i problemi sono all'ordine del giorno), gli ultimi 3 scudetti dell'Inter, società a cui mancava il successo dall'89 ed aveva vinto soltanto qualche
coppa Uefa, e la recente vittoria europea della
Spagna, scuola storicamente bella ma perdente….ma questa è già cronaca…